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Rob Mazurek & Jeff Parker+ Ghost Horse



08.11.2017 - H 21:00
Triennale Teatro dell'Arte

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Rob Mazurek & Jeff Parker

Rob Mazurek e Jeff Parker hanno cominciato a suonare insieme dal 1994, durante il workshop di Chicago Underground allo storico jazz club The Green Mill. Nel 2015 hanno festeggiato i loro vent’anni di collaborazione con il primo disco in duo “Some Jellyfish Live Forever”, pubblicato per Rogue Art. Il progetto discografico esplora il ricco vocabolario di questi due maestri nell’uso della melodia e della struttura, architettura del suono, linea e massa sonora.

Rob Mazurek

Uomo copertina” di Wire in agosto 2013, miglior musicista internazionale dell’anno, secondo il Top Jazz 2012, Rob Mazurek è, in questo momento, uno dei musicisti più apprezzati e stimati del jazz moderno mondiale, nonché una figura chiave della musica contemporanea. Capace di muoversi in una dimensione interdisciplinare, il trombettista e cornettista statunitense (classe 1965) riesce oggi, più di chiunque altro, a traghettare il verbo jazzistico nel mondo più avanzato della ricerca sonora, avventurandosi al di là del linguaggio tradizionale e imponendosi come uno dei più interessanti compositori e improvvisatori della sua generazione. A capo di molte formazioni raccolte sotto il grande cappello di Chicago Underground per la fertile etichetta Thrill Jockey, il suo nome e le sue produzioni sono divenuti in poco tempo materiale seminale per il jazz progressivo e per gran parte della musica afro-americana odierna. Mazurek è da sempre aperto a una performance creativa, dove stili e movimenti lasciano lo spazio a una libera sperimentazione: da ricordare, infatti, le sue collaborazioni con Tortoise, Sam Prekop, Gastr del Sol, Stereolab e Brokeback o nel peculiare progetto (a proprio nome) Orton Socket, fondamentali passi illuminanti della più moderna avantgarde. Inoltre, è particolarmente attivo nel campo dell'arte creativa tout court - specialmente nel campo dell'arte multimediale – e con gli sperimentali Isotope 217, uno dei più interessanti laboratori di musica contemporanea esistenti sul pianeta. La sua ormai decennale frequentazione delle new waves della musica brasiliana e un grande amore per questa realtà, lo portano, per molti mesi all'anno, nel caotico e multicolore mondo carioca.

 

Jeff Parker

Jeff Parker è un chitarrista, compositore, insegnante, scultore di tessiture sonore. Dal 1990 la sua ricerca si è concentrata sulle dimensioni musicali in costante mutamento e sull’improvvisazione musicale. pannonica snc Tel: + 39 0471 400193– Freefax: +39 02 700504930 info@pannonica.it www.pannonica.it È riconosciuto come uno dei più versatili e innovativi chitarristi contemporanei e la sua musica è caratterizzata da idee di angolosità e logica. Lavora in una varietà di generi, dal jazz alla musica contemporanea, utilizzando idee influenzate dalle innovazioni e dalle tendenze sia della musica popolare che sperimentale. Parker crea opere che esplorano e sfruttano le relazioni antitetiche tra tradizione e tecnologia, improvvisazione e composizione, familiare e astratto. Membro storico degli straordinari Tortoise, una delle formazioni più interessanti del panorama avantgarde contemporaneo, è anche fondatore dell’innovativo Isotope 217° e di Chicago Underground. Ha suonato e suona anche con Jason Moran, Joshua Redman, Charles Earland, Joey DeFrancesco, Dave Douglas, Fred Anderson, Nels Cline, Ken Vandermark, Matana Roberts, Bill Dixon, Rob Mazurek, Nicole Mitchell, Tom Zé, Taylor Ho Bynum, George Lewis, Meshell Ndegeocello, Brian Blade. Ha tre dischi all’attivo, in qualità di leader, tutti valutati positivamente dalla critica: “Like-Coping” (2001), “The Relatives” (2004) e “Bright Light In Winter” (2012). È anche molto attivo nei lavori in solo, nei quali analizza e stabilisce un rapporto idiosincratico tra le proprietà compositive acustiche ed elettroniche della musica.

 

Ghost Horse

Ghost Horse è un viaggio collettivo di ricerca e scoperta, un'esplorazione musicale la cui direzione generale è determinata dalle decisioni di ogni singolo musicista in una rete di relazioni in evoluzione, che svela sia il conflitto che la cooperazione come conseguenza degli squilibri di potenza che se ne generano. Scavando in profondità nei poliritmi africani e latini, free jazz, hip hop e tamburi elettronici, questa musica sembra stranamente familiare, ma allo stesso tempo misteriosa e oscuramente ipnotica, palpitante, ma con un energia appena contenuta e un groove implacabile.

Hobby Horse è stato un percorso di rottura per la fiorente scena jazz italiana underground dal momento che il gruppo si è formato nel 2010. Il loro irriverente approccio musicale e il loro flusso creativo così imprevedibile hanno affascinato il pubblico in tutta Europa e in Nord America in oltre 200 concerti e i loro cinque album hanno meritato il riconoscimento positivo della critica. Ghost Horse è una naturale evoluzione della loro visione, espandendosi su una vasta gamma di dinamicismo e timbrica grazie anche all'aiuto di alcune delle voci emergenti più intriganti in Italia.

 

Dan Kinzelman – Sax, Percussioni

Filippo Vignato – Trombone, Percussioni

Glauco Benedetti – Euphonium, Tuba, Percussioni

Gabrio Baldacci – Chitarra Baritona

Joe Rehmer – Basso, Percussioni

Stefano Tamborrino – Batteria

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